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domenica, luglio 05, 2009 Amazing
I kept the right ones out And let the wrong ones in Had an angel of mercy to see me through all my sins There were times in my life When I was goin' insane Tryin' to walk through The pain When I lost my grip And I hit the floor Yeah,I thought I could leave but couldn't get out the door I was so sick and tired Of livin' a lie I was wishin that I Would die It's Amazing With the blink of an eye you finally see the light It's Amazing When the moment arrives that you know you'll be alright It's Amazing And I'm sayin' a prayer for the desperate hearts tonight That one last shot's a Permanent Vacation And how high can you fly with broken wings? Life's a journey not a destination And I just can't tell just what tomorrow brings You have to learn to crawl Before you learn to walk But I just couldn't listen to all that righteous talk, oh yeah I was out on the street, Just tryin' to survive Scratchin' to stay Alive It's Amazing With the blink of an eye you finally see the light It's Amazing When the moment arrives that you know you'll be alright It's Amazing And I'm sayin' a prayer for the desperate hearts tonight [Aerosmith] E così si vive, all'insegna (come quasi sempre, in realtà) del saggio "Life's a journey, not a destination" (ah, avessi un soldo per ogni volta che l'ho scritto, detto o pensato...), perché non si può mai sapere cosa porterà domani. E dopodomani, e domani l'altro ancora. Certo, questo non impedisce di coltivare speranze, sogni, desideri, ma anche ansie e paure, però è così, o - per lo meno, io, come numerose persone in cui credo, la si pensa così - e tant'è. Pur con alterne vicende contrattuali, lavoro alfine come cuoca in un sushi bar, erano anni che non mi ci dedicavo e le cose da riprendere e ancora più quelle da imparare sono numerosissime, ma mi ci applico con diligenza e tento di stare calma quando le ordinazioni sono in numero superiore alle umane (o alle mie) capacità. Respiro a fondo e taglio, affetto, arrotolo, lavo; faccio quel che devo fare, insomma, e anche se mi dispiace che il contesto non sia lieto come sono certa che potrebbe (se meglio gestito), mi dico che nell'immediato altro di papabile per sbarcare l'estate non c'era, e che posso considerare questa come un'occasione per migliorare ulteriormente alcune skills. Il che è sempre un bene. Per il resto... qualche giorno fa (grazie ad un astuto parcheggio figlio del ritardo cronico in cui vivo) mi son fatta rimuovere lo scooter e ho lasciato al simpatico Comune di Bologna un bel 140 euri circa; vado a concerti e ne vedo arrivare altri (ottimi Editors una decina di giorni fa, tra 2 settimane il Boss, per novembre ho già un nuovo biglietto per i Depeche e tutto sommato conto di vedermi anche i Negrita a settembre, ché il nuovo disco a me piace, mi fa estate, anche se in realtà lo ascoltavo un sacco già quest'inverno. Però anche per quest'anno mi son persa il Gods, uff). Poi esco, faccio cose-vedo gente, cerco di organizzare un po' di cosette che facciano passare bene un'estate bolognese e lavorativa. Ma soprattutto, non posso fare a meno di emozionarmi nel costatare che il master, ormai finito, ha lasciato eredità davvero. Possibilità di lavoro serie, belle, di quelle che ti chiamano per un colloquio in un posto bello bello in modo assurdo (bè, forse non proprio, ma quasi) e loro sembrano ancora più entusiasti di te di quanto non lo sia tu di loro. Poi si sa che non si sa mai, etc.. ma vedere che realmente si è apprezzati non ha prezzo. E un'altra eredità è in termini umani. Sono convinta che certe persone non le perderò per strada solo perché non abbiamo più lezioni o scadenze da rispettare (ma anche no) assieme. Persone con cui si può parlare alle 5 del mattino ad un bancone di bar, mentre fuori piove e dentro meno, perché - cazzarola - ci si capisce e ci si vuole bene. Di questo anche sono immensamente grata, e cercherò di farne tesoro. Per cui che dire.. per il momento decido di non lamentarmi (se non con brontolii e qualche saracca più o meno sommessi nel quotidiano, ma quelli sono concessi, ché si sa quali sono le cose serie davvero, e non si fa paragone alcuno) e di guardare avanti, principalmente con l'occhio attento ai dettagli e con curiosità. Vedremo un po' che ne verrà; voi, as usual, stay tuned. postato da: dilettaluna | 16:33
| commenti lunedì, giugno 08, 2009 One Headlight
So long ago, I don't remember when That's when they say I lost my only friend Well they said she died easy of a broken heart disease As I listened through the cemetery trees I seen the sun comin' up at the funeral at dawn The long broken arm of human law Now it always seemed such a waste She always had a pretty face So I wondered how she hung around this place Hey, come on try a little Nothing is forever There's got to be something better than In the middle But me & Cinderella We put it all together We can drive it home With one headlight She said it's cold It feels like Independence Day And I can't break away from this parade But there's got to be an opening Somewhere here in front of me Through this maze of ugliness and greed And I seen the sign up ahead At the county line bridge Sayin' all there's good and nothingness is dead We'll run until she's out of breath She ran until there's nothin' left She hit the end it's just her window ledge Hey, come on try a little Nothing is forever There's got to be something better than In the middle But me & Cinderella We put it all together We can drive it home With one headlight Well this place is old It feels just like a beat up truck I turn the engine, but the engine doesn't turn Well it smells of cheap wine and cigarettes This place is always such a mess Sometimes I think I'd like to watch it burn I'm so alone, and I feel just like somebody else Man, I ain't changed, but I know I ain't the same But somewhere here in between the city walls of dyin' dreams I think of death it must be killin' me Hey, come on try a little Nothing is forever There's got to be something better than In the middle But me & Cinderella We put it all together We can drive it home With One Headlight [The Wallflowers] Non so perché ho in mente questa canzone, mi è venuta in mente così, prima, e ora come ora me la sento addosso. Come mi sento addosso una strana sensazione che non so definire. Non nel senso che non la so spiegare, descrivere, proprio non so cosa provo. Domani mattina (o comunque a cavallo col primo pomeriggio) c'è la sessione di discussione delle tesi del Master. Ebbene sì, siamo infine giunti alla conclusione. Che strano, è una banalità ma mi sembra ieri che è iniziato, anzi, che ho iniziato ad avere il desiderio di provare a fare la preiscrizione, e lavoravo ancora nel negozio di arredamento e mi struggevo nel dubbio se intraprendere o meno questa avventura. Non sapevo a cosa sarei andata incontro, e poi due anni.. due anni sembravano così lunghi.. e invece, più di due anni e mezzo dopo, eccoci qui, la sera prima dell'ultimo atto. Che banalità queste riflessioni sulla relatività del tempo etc etc. Vero, ma chissenefrega, se c'è una cosa che dico sempre è che generalmente una cosa se arriva ad essere banale è perché è prima di tutto vera. Per cui è più che legittimo che io (anche) ora la pensi così. Due anni e passa. In cui ho visto e conosciuto una moltitudine di cose, luoghi, fatti, persone. In cui, anche se l'aspetto "scolastico" puro l'ho vissuto un po' da teppa, ho imparato molto. Scolasticamente e non. E non vorrei che finisse. Non vorrei che finisse la mia vita da studente, perché - checché ne dica, che mi piacerebbe aver la possibilità di fare il dottorato di ricerca, etc. - sono arrivata alla frutta, e credo che la mia tesi ne sia solo l'ultima conferma. Perché avrei voluto fare di più, molto di più, ma sono arrivata al rush finale con la lingua di fuori e la concentrazione con le gambe molli per la lunga corsa, e il traguardo l'ho tagliato, sì, ma non credo che il tempo sarà buono, quando si guarderà il cronometro. Mi dico che non mi importa, che quello che contava in questo master io l'ho assorbito tutto, che non mi sono risparmiata una discussione, una domanda, un libro letto, un approfondimento. E che, quindi, quello che contava l'ho preso e l'ho fatto tutto. E ci credo, perché è vero. Ma so che è vero anche che potevo fare molto, ma molto, ma molto di più. E questo mi scoccia. Come mi scocciano un sacco di cose, ma alla fine voglio dirmi che non sono le più rilevanti. Che rilevante è quello che ho fatto, lo spirito con cui l'ho fatto. Quello che ho imparato, le persone che ho conosciuto, le esperienze che ho vissuto. E tutte queste cose non scompaiono con la discussione della tesi e la chiusura ufficiale del corso di studio. E che, oltretutto, ancora una volta non avrò quasi tempo di riflettere su quello che va a finire, perché ci sono già in agguato altre cose da iniziare. E non è la retorica del "chiusa una porta si apre un portone", è proprio così. Ho un lavoro abbastanza sicuro in vista, almeno per l'immediato, e delle "cose" strane da controllare all'orizzonte, da vedere ingrandirsi e prendere forma, forse, man mano che si va avanti. Per cui gran tempo per stare con le mani in mano, o per essere tristi, non ci sarà. Ma per il momento, lasciatemi essere un po' malinconica per questa Grande Avventura che si conclude, per favore. Perché questa è l'ultima avventura di un ciclo. Poi magari se ne aprirà uno nuovo, diverso, ma così non sarà più. Voglio dire, quando finite di leggere le ultime pagine di un libro che vi ha appassionato, non siete eccitati, ansiosi di sapere come va a finire, ma anche malinconici, perché state per abbandonare quel mondo e quei compagni di avventure? Ecco, io ora mi sento così, e mi pare più che legittimo. Stay tuned for new adventures. postato da: dilettaluna | 21:56
| commenti domenica, maggio 17, 2009 Someday we'll know postato da: dilettaluna | 08:21
| commenti martedì, febbraio 24, 2009 Into The West postato da: dilettaluna | 18:46
| commenti lunedì, novembre 10, 2008 Buondì.
Non ho poi più commentato, ma Arrivano i nostri l'avete visto pure voi, ne siamo assai lieti, ma altresì ora attendiamo che questi cambiamenti si materializzino sul serio (e magari se se verificasse pure qaualcuno qui in Italia, ma ammetto che per questo ho molte meno speranza, as usual).Sul fronte news mie, venerdì sono terminate ufficialmente le lezioni del master, per la serie infinita "mamma mia, come passa il tempo". Già, se non fosse banale si direbbe incredibile, quasi. Per noi le lezioni sono finite ed i compagni del primo anno partivano in questi giorni per la prima delle trasferte, Tours, proprio come noi un anno fa. Santa polenta, passa davvero in fretta.. e noi che quando ce lo dicevano solo qualche anno fa sorridevamo consiscendenti pensando che fosse una cosa da vecchietti.. E come ci sente vecchietti,a pensare e scrivere 'ste cose...! Comunque, questo resto di novembre non sarà dedicato all'ozio, ma al cercare (e possibilmente riuscire) di terminare tutte le cose in sospeso, prima di devolversi per i prossimi 2/3 mesi alla Coop per lo stage-tirocinio. Ovviamente al primo posto si classificano, come sempre, le tesine e gli esami da ultimare, poi abbiamo visite varie, una mostra o due, un po' di pierraggio pro-lavoro. Più o meno questo, e sono solo 20 giorni. Ah ah, credeghe! Vabbè, ci proveremo. Altro da segnalare, un sacco di momenti -folk dati da persone che appaiono su Faccialibro dai meandri della memoria, devo dire che all'inizio ero alquanto perplessa, ma mi sono ricreduta: non mi cimento con tutte le applicazioni, fondamentalmente per prigrizia, ma anche per una buona dose di disinteresse, però il fatto di beccare gente dispersa è divertente, lo ammetto. Anche se in realtà la lezione numero 1 di Facebook è l'ennesima conferma che Bologna è proprio una pozzanghera, gira e rigira si è sempre gli stessi. Al punto che fantastico di conoscere un giorno un bolognese con cui non ho alcuna conoscenza diretta in comune. Secondo voi è possibile? postato da: dilettaluna | 13:09
| commenti mercoledì, novembre 05, 2008 Come on up for the rising.
Ansia oggi, ora.Ansia, devo dire. Fino a qualche giorno fa ci tenevo, ovviamente, e molto, ma mi limitavo a sbuffare dicendo "mioddio, ma quando arriverà quel giorno, ché quest'attesa si taglia col coltello e io ci credo solo quando vedo...". E invece ora che il dado sta effettivamente venendo tratto, micron a micron, gesto a gesto, voto a voto, ora che le tv hanno iniziato le maratone e i rimpalli di exit poll.. bè, ora ho l'ansia. E la pelle d'oca, al sentire i primi. D'altra parte è vero, io credo solo quando vedo, e per quanto ci speri, non so quanto poterci davvero sperare, se non davvero credere. Non posso farci niente, posso solo star qui a guardare ed aspettare, più che altro per l'idea che mi frulla in testa di addormentarmi ora e svegliarmi domattina e scoprire, come in un film americano, proprio, che hanno vinto i cattivi.... Come on up for the rising, già.. E allora forza. Per favore. postato da: dilettaluna | 01:00
| commenti venerdì, ottobre 31, 2008 Che rumore fa la felicità / Che sapore ha, quando arriverà
[Negrita]
Già già, la felicità è anche suoni, rumori, sapori. Veicoli e tramiti di felicità, ma anche suoi indicatori. Come quattro giorni trascorsi tra i rumori e i sapori del mondo, al Salone del gusto e Terra Madre a Torino. Tra suoni, voci, profumi, colori, sapori, per l'appunto. Tanti, e tanto diversi. Anche in sequenze ardite, sovrapposizioni mai viste e provate. Ma mai cacofonici. E il rumore, ed il gusto, era anche quello della compagnia. Bella, spontanea, un mix quasi casuale ma incredibilmente ben riuscito, anche quello. Insomma, bello, bello, è tutto quello che si riesce a dire. Bello è un termine solo, abusato, apparentemente poco scientifico ed esplicativo. Ma se di questo "bello" cominciamo a saggiare ogni componente, ogni sensazione, alla fine il quadro sarà chiaro, e completo. Bello. postato da: dilettaluna | 12:45
| commenti sabato, settembre 27, 2008 Io sono politeista.
Io credo in Bruce Springsteen, è vero. Ma credo anche in Michael Stipe, in Dave Gahan e Martin Gore, Sting, Franco Battiato ed alcuni altri degni compagni. Credo in un pantheon di creature sovrannaturali che hanno il compito di risollevare i comuni mortali dalle miserie delle loro vite, almeno un poco, almeno ogni tanto. Ma soprattutto di tenere loro continua compagnia e di tramutare con la leggera carezza di una voce o una nota momenti qualunque e giorni normali in qualcosa di magico e significativo. Ridete pure, ma io credo questo. E ne ho prove concrete. Stasera, secondo concerto R.E.M. della stagione (nonché della mia vita, per una serie di ragioni), altra esperienza mistica. Certo, l'acustica del Palamalaguti (o come caspita si chiama ora) è sempre quel che è, una discreta ciofeca (per quella solo San Bruce ha potuto qualcosa), ma la sola presenza del buon Michele e soci in forma perfetta era più che compensante, e due brave ore e un po' sono scivolate via nell'estasi e nella beatitudine. Commozione, esaltazione, riflessione, carica, ricordi e speranze.. E Man on the Moon in chiusura, da sentire ancora nella mente andando a dormire con un sorriso enorme sulle labbra. Cosa chiedere di più da qualcosa che viene definito "solo" un concerto?! postato da: dilettaluna | 01:09
| commenti lunedì, settembre 15, 2008 Bologna è passata in 3 giorni da 38 a 18 gradi.
La solita esagerata. Peraltro, anche quest'anno, decisamente l'estate sta finendo.
Che poi.. quest'anno non mi son neanche accorta che è passata.E' stata diversa dalle ultime a cui mi ero abituata. Non ho fatto praticamente niente. Niente. Prima sono anche andata a rileggere cosa scrivevo un anno fa, e - cazzo - ero perfino già in ritardo con delle tesine che devo ancora scrivere. Faccio abbastanza schifo. Forse, parecchio. Seriamente vergognoso. Oso però sperare di avere dei margini di miglioramento. Vedremo. Per ora, pochi proclami, e molto olio di gomito. Poi, vedremo. postato da: dilettaluna | 00:33
| commenti mercoledì, agosto 27, 2008 Il futuro, che mi era sempre stato così chiaro, era divenuto una strada buia. Eravamo in un terreno inesplorato, ora. Facevamo la storia, in quel momento.
Sarah Connor, Terminator 2Il futuro non è scritto. Il vero fato è quello che ci scegliamo noi. John Connor, Terminator 2 Siamo noi a provocare gli eventi. Tess Mc Gill, Una donna in carriera Io credo fermamente che quello che si chiama comunemente "destino" stia in quelle cose che non possiamo controllare, che accadono indipendentemente dalla nostra volontà. Nel senso di "nostra" come personale, perché alle volte il nostro destino è ciò che ci accade come diretta conseguenza della volontà o delle azioni di qualcun altro, per cui non per una qualche casualità o volontà superiore. O meglio, più che nel "destino", in questo caso io preferisco pensare in termini di "fortuna" e "sfortuna", cioè i casi in cui accadimenti non dipendenti dalla nostra volontà si volgono in nostro favore o sfavore, oppure in cui si incontrano persone "giuste" o "sbagliate", tipo. Ma per tutto il resto, io credo fermamente che le cose le facciamo per lo più accadere o passare noi. Con ogni piccolo gesto o pensiero o astensione di ogni momento, come e forse più dei gesti importanti e percepiti come "decisivi". Per come la vedo io è qualcosa da tener presente nel bene e nel male, perché se nel bene ci potremo attribuire buona parte di eventuali meriti, nel male dovremo altrettanto assumerci le nostre resposabilità di insuccessi, fallimenti, incidenti. Di tutto, insomma. Io preferisco vederla e agire pensando così. Sarà che sono altresì fermamente convinta di essere un po' o abbastanza sfigata (nell'ordine non tragico del temine, più sul grottesco-tragicomico di medio livello, niente di che, insomma), ma - per lo più - non spreco troppo tempo a lamentarmi seriamente della cosa. Voglio dire, scanchero, e brontolo, e mi lamento, ma commento le cose che succedono con lo stoico stato d'animo del contadino che commenta il maltempo, non troppo di più. E, soprattuto, non dimenticandomi che magari ci posso anche aver messo del mio. Esempio-metafora estremamente stupido: mi si conficcano oggetti nella pianta dei piedi con una frequenza ed una facilità incredibili. Davvero. Vetri, chiodi, puntine, spille, di tutto. Ma se quando succede per strada non posso che scancherare quando va male e ringraziare quando va bene (tipo, ho scarpe con la suola spessa, etc), se sono in casa e sto girando scalza posso lamentarmi ancora meno. Perché anche se quella cornice di vetro in camera mia si è rotta più di tre settimane fa e ho spazzato più volte, perché se quel chiodo arrugginito di provenienza oscura era in miracolosa attesa del mio e solo mio piede in un punto improbabile dell'ingresso (sì, è successo pure questo.. un chiodo - non una puntina - perfettamente a punta in su che si è piantato dritto dritto per un buon centimetro. Dico solo che lo tolsi IO con le tenaglie perché se mi toccava qualcun altro urlavo come mi stessero scannando (Sì, un incrocio tra John Rambo e il ragionier Fantozzi), dicevo: perché se ci sono milioni di altri motivi per cui poteva NON succedere, di base è successo perché io giravo scalza. Nonostante sappia che se c'è un granello di polvere tagliente esemplare unico all'universo lo pesterò io, io continuo a girare scalza. Perciò me la sono, in parte, cercata. Si potrà dire che è una filosofia troppo rigida, che addirittura autolede la mia libertà di azione. Embè, rispondo io. Anche sì, forse, ma non si scappa. Lo sappiamo tutti, anche se alcuni ostinatamente lo rifiutano, che non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca, per cui anche qui è questione di scelte. Cerco di mettermi al riparo dalle insidie del pavimento o mi concedo l'impagabile sensazione di camminare scalza, ma poi non posso dare la colpa a nessuno se mi succede qualcosa? Io, che non ho problemi a prendermi le mie responsabilità (e non lo dico per vantarmi, semplicemente non vedo come se ne possa fare a meno, al mondo, per cui lo faccio senza doverne fare ogni volta una tragedia o un caso di stato), ho scelto di rischiare, e cazzacci miei. Ah, tra l'altro, ho l'antitetanica scaduta da un miliardo di anni.. per pura pigrizia.. ma anche questa è una cosa che è così per mia scelta, cioè come scelta pigra di non comprarla e farmela iniettare, per cui se mai mi capitasse di prendermi il tetano, non potrei neppure dire che è una sfiga. Oppure, potrei anche dirlo, perché potevo magari anche non prenderlo, ma la responsabilità sarebbe comunque mia, non si scappa. E allora, perché raccontarsela? Per potersi lamentare? Per poter fare scene di essere così, ma così sfigati che succedono tutte a noi? Per fasci compatire? Per pigrizia? Perché dopo un po' si riesce perfino a credersi? Boh, faccio fatica a capire. Io, se qualcosa la posso risolvere, o anche solo tentare di farlo, ci provo. Poi, se non va, sarà sfiga. Ma almeno io ci avrò provato. Magari non era cosa. Se mi andrà, potrò anche dire che (forse?) non era destino. Ma solo se ci avrò provato, se avrò fatto qualcosa DAVVERO. Se no è una favola che mi racconto per coprire una mia falla. Ma io, in generale, non ci credo, alle favole. O, per lo meno, non a quelle tarocche. postato da: dilettaluna | 02:46
| commenti (3) sabato, maggio 17, 2008 Still in your heart
The night you met, it was a magic start All the connections were made in your heart Following you everywhere, you could feel her eyes A glimpse of somebody takes you by surprise Another place and day, now where's she gone? You can't forget her face, or things you left undone Re-run memories from the start The time has flown All the time you've been apart And she's still in your heart Try as you might the recollections stay Like a photographic memory of each day You can feel her by your side in an empty room And words like 'forever' you spoke too soon Another place and day, now where's she gone You can't forget her face, or things you wish you'd done Re-run memories from the start The time has flown Where's the ending and the start? Is she's still in your heart? She's still in your heart [The Power Station] Ancora nel mio cuore. postato da: dilettaluna | 23:56
| commenti (1) venerdì, maggio 16, 2008 Oh.
Tornati si è tornati. Da ben 10 giorni. Dieci giorni in cui non ho messo a posto praticamente nulla, né metaforicamente né nella vita pratica. Ho cominciato a iniziare a gettare le basi per farlo, diciamo. Mi sono infilata subito (non avevo poi altre opzioni, diciamocelo) nel turbine delle cose da fare, lezioni, giri per capire che ne sarà della mia vita lavorativa, p.r. per vedere di fare uno stage utile ed interessante, recupero di relazioni sociali, etc.. Credevo che sarebbe stato più doloroso, ma al tempo stesso che mi sarei di nuovo sentita a casa, come in fondo è normale, voglio dire... 3 mesi contro 30 anni, cosa possono mai cambiare? E invece sono cambiate un sacco di cose. O forse sono cambiata io davvero, alla fine. Fatto sta che giro per Bologna e so che è sempre lei (cantieri aperti un po' ovunque a parte, claro), ma ai miei occhi non è più uguale a prima. E' diversa, è meno familiare. So che i posti sono sempre loro, ma li vedo diversi, non sono più il paesaggio-tappezzeria a cui ero abituata, sono.. diversi, punto. Diversi ai miei occhi. Ma non mi strappo i capelli, né niente, solo osservo tutto con gli occhi un po' sgranati (anche se in realtà sono più spesso pesti a causa dell'allergia, che mi ha accolta con particolare cruenza) e vado avanti, tutto qui. Sono come sospesa, come in attesa; anche se non so di cosa, poiché non ho niente di particolare da attendere, per un bel po', almeno che io sappia. E' come uno stato di curiosità sonnolenta e un po' ubriaca, di sensi appena un po' ottusi, mentre ti guardi intorno. Stiamo a vedere, mi dico, e dico agli altri. Stiamo a vedere. postato da: dilettaluna | 20:55
| commenti (1) martedì, maggio 06, 2008 Tra un'ora circa sarò alla fermata dell'aerobus con i miei enormi bagagli.
Quella che fino a pochi giorni fa era la mia camera, è una stanza vuota, che conserva solo il colore lilla delle pareti e il rumore, prima ancora della visione, di carrer Villarroel fuori dalla finestra. Anche stanotte rissa col padrone di casa, fino a quasi le 4 e mezza. Ma stavolta sono stata in grado di tenergli testa, si vede che -anche se ci metto un po', e anche se ne avrei fatto a meno volentieri - ho appreso un poco di quel famoso stare al mondo. Ma questa è solo una cosa che NON mi mancherà di qui. Tutto il resto sì, perché è stato bello, tanto. E vado via triste, perché sono stata felice. Ma in fondo è come andare via felici, perché tutto quello che ho visto e vissuto lo porto indietro con me. Good riddance Another turning point, a fork stuck in the road Time grabs you by the wrist, directs you where to go So make the best of this test, and don't ask why It's not a question, but a lesson learned in time It's something unpredictable, but in the end is right. I hope you had the time of your life. So take the photographs, and still frames in your mind Hang it on a shelf in good health and good time Tattoos of memories and dead skin on trial For what it's worth it was worth all the while It's something unpredictable, but in the end is right. I hope you had the time of your life. It's something unpredictable, but in the end is right. I hope you had the time of your life. It's something unpredictable, but in the end is right. I hope you had the time of your life [Green day] postato da: dilettaluna | 10:49
| commenti venerdì, maggio 02, 2008 10 piccoli indiani.
-4 giorni e rimasta, del master, solo io en Barcelona. Prepararmi a partire da questa città mi sbriciola il cuore. Una parte considerevole del suddetto cuore, peraltro, rimarrà qui. Mi consola il pensare di poter tornare a ricongiungermici, presto o tardi. Ridotta ad un poeta lirico da quattro soldi (e, forse, ormai orfana di quella fulgida proprietà di linguaggio che esibiva un tempo, ma - non temete - non del senso dell'umorismo, ché quello sarà l'ultimo baluardo) vostra d. postato da: dilettaluna | 15:57
| commenti domenica, aprile 27, 2008 ..E così mi ritrovo a -10 giorni al rientro.
Quest'ultimo mese è volato, tra visite che mi hanno resa assai felice (pur avendo evidenziato definitivamente che, no, quello della guida turistica decisamente non è il mio ruolo migliore), un'enorme quantità di giri e cene e uscite per salutare e congedarsi da luoghi, persone, sapori, atmosfere. Eppure non mi sembra ancora di rendermene conto. A parte i problemi in casa, che questo mese hanno raggiunto livelli di grottesco incredibili e che NON mi faranno mancare per niente questa parte della mia vita qui, so che mi mancherà tutto. Tutto. Le piazze, la metro, il mare, il Montjuic con tutte le sue magie e atmosfere differenti e lo sfondo del Tibidabo come una carta del presepe, le Ramblas, le viuzze della Ciutat Vella e i vialoni dell'Eixample, la Boqueria.. ma è perfettamente inutile che continui, perché mi mancherà davvero tutto. Incredibile, davvero. Non posso credere che sia già ora di tornare, soprattutto perché non mi sembra di avere un'altra casa a cui tornare, ora come ora. Non mi sembra una vacanza, pur meravigliosa, che finisce, bensì di sradicarmi da casa mia per andare chissà dove. E al tempo stesso l'andare chissà dove non è un'avventura, poiché in realtà so bene dove torno. E/ma non ne ho voglia. Sto bene qui, davvero. Eppure al momento tornare si deve, e non so se temere di più una lunga saudade oppure l'idea che in breve mi riassesterò sui binari della solita vita e questi mesi passeranno ad essere un ricordo. Non so. Forse un misto delle due cose, più probabilmente. Nel senso che non ho voglia di deprimermi, per cui cercherò di buttarmi a capofitto in tutto quel che troverò a Bologna ad attendermi (studio, lavoro, etc..), ma al tempo stesso non voglio dimenticare per un minuto quanto sono stata bene qua ed il desiderio di trovare un modo costruttivo per tornare.. Ma quanta, quanta, quanta saggezzona! Riuscirò a tener fede almeno ad una briciola di cotanto buon proposito?! (Voi, comunque, sappiate che siete autorizzati a bacchettarmi sulle dita ogniqualvolta lo riterrete necessario) postato da: dilettaluna | 17:10
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